Speciale "Luna Park dimenticati"
“Era l’occasione per rivedere le ragazze conosciute al mare. – scrive Roberto Carvelli in Perdersi a Roma, guida insolita e sentimentale, ricordando il Luneur – Era il luogo neutro che sollevava da viaggi interstellari, la via di mezzo, un baricentro. La normalità invece era un Lunapark (si chiamano tutti così) del Ponte delle Valli. Era un divertimento facile fatto di pesci rossi pescati con palline da pingpong dentro barattoli vuoti di sottaceti. I primi acquari tollerati. Un gioco di velocità che la foga rendeva violento era quello che si gioca tipo tennis-hockey in piano con le mani che colpiscono una piattina con un’altra piattina. Poi la piccola pista del go-kart che ci sembrava enorme, l’autoscontro. Era la miniatura di un divertimento, la sua versione a 45 giri.”
Ci siamo addentrati nei parchi dimenticati fra tralicci arrugginiti e statue in cartapesta scolorite per riscoprire le attrazioni e il divertimento di inizio Novecento. Abbiamo gareggiato sui cavalli di legno di Steeplechase Park, abbiamo corso a testa in giù sulle montagne russe, ammirato il paesaggio dalla grande ruota e, infine, abbiamo ondeggiato in aria lanciandoci col paracadute di Parachute Jump di Coney Island, la torre Eiffel di Brooklyn.